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2007

CULTURA E SOCIETA'

Chiesoletta e casale Nicolai
Qui c'è la mano del Valadier

I disegni sommari dei due lavori realizzati alla Garbatella rintracciati in un taccuino di appunti del celebre architetto neoclassico. Un "arboreto" dai 12 cancelli e il bel portale unico superstite. L'urgenza di un suo restauro

di Cosmo Barbato

Giuseppe Valadier, il grande architetto romano di stile neoclassico vissuto tra il 1762 e il 1839, autore tra le tante sue opere della splendida sistemazione di Piazza del Popolo e del Pincio, ha lasciato anche qui da noi due suoi piccoli lavori: la cappella dei Santi Isidoro ed Eurosia, cioè la nostra "Chiesoletta", e il casale Nicolai, oggi Santambrogio, sito sulla più alta collina della Garbatella, alle spalle della libera università San Pio V (immerso nel verde, ne è visibile solo la facciata posteriore, traguardando dallo Colombo). Entrambi i lavori erano stati commissionati da mons. Nicola Maria Nicolai, dotto e potente prelato della curia romana, amico del Valadier. Nicolai, grande proprietario terriero nella zona della Garbatella, fu attivo tra il papato di Pio VI (1775-1799) e quello di Gregorio XVI (1831-1846).

La Chiesoletta fu fatta erigere a beneficio dei contadini della sua vasta tenuta nonché dei pellegrini che percorrevano la Via delle Sette Chiese. Avrebbe sostituito un'antica cappella della Pace, di cui si hanno notizie fin dal 1217. Per il casale si trattava invece del rifacimento e ampliamento di un edificio preesistente, probabilmente del 1600.
Monsignor Nicolai, avendo ereditato dalla madre un terreno nella zona della Garbatella, sistematicamente ne ampliò i confini, fino a creare un'ampia tenuta nella quale introdusse anche a scopo sperimentale specie pregiate di piante. Qui coltivava il suo hobby con grande competenza, tale che gli valse la nomina a ministro dell'agricoltura sotto Gregorio XVI. Ma la sua era una dottrina poliedrica: aveva condotto sulla Basilica di San Paolo studi che furono fondamentali per la sua ricostruzione dopo l'incendio del 1822, aveva presieduto alla costruzione del porto di Civitavecchia, aveva introdotto l'eucalipto nella bonifica della zone paludose, fu presidente dell'Accademia dei Lincei e della Pontificia Accademia Romana di Archeologia.
Aveva la sua abitazione in centro, in Via di Monserrato, la residenza ufficiale nel Palazzo di Montecitorio e, qui da noi, la casa di campagna con il suo "arboreto dai 12 cancelli".
La conferma dell'attribuzione al Valadier delle due opere suddette è venuta dalla pubblicazione nel 1985 a cura di Elisa Debenedetti di un taccuino autografo in cui l'architetto elencava i lavori da lui eseguiti. Due schizzi sommari ma chiarissimi illustrano la chiesoletta e il casale.
Seguono le piante dei due edifici e le didascalie: "Cappella fatta per monsignor Nicolai alla sua vigna fori Porta San Paolo" e "Casino della vigna di monsignor Nicolai presso Porta San Paolo".

 

Copyright tutti i diritti riservati - Cara Garbatella Anno 4 - Dicembre 2007

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